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Quartetto Prometeo

Data / Ora
martedì/16/04/2019 ore 20:30
Luogo
Aula Magna Sapienza
Ciclo

Quartetto Prometeo

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Berg Quartetto op. 3
D’Amico Scène d’Hérodiade (2018)*
Schubert Quartetto n. 15 in sol maggiore op. 161

* prima esecuzione assoluta

il Quartetto Prometeo, uno dei migliori quartetti a livello italiano e internazionale, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, ultimo dei quali è stato il Leone d’argento dalla Biennale Musica di Venezia nel 2012.
Precedentemente il Quartetto Prometeo ha vinto la 50° edizione del Prague Spring International Music Competition nel 1998, ha ricevuto il premio Thomas Infeld dalla Internationale Sommer Akademie Prag-Wien-Budapest nel 1999 per le “straordinarie capacità interpretative” ed è stato insignito del Premio Speciale Bärenreiter al Concorso ARD di Monaco di Baviera nel 2000. Ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, Musikverein di Vienna, Wigmore Hall di Londra, Aldeburgh Festival, Prague Spring Festival, Accademia di Santa Cecilia di Roma, Società del Quartetto di Milano e numerose altre delle principali istituzioni musicali italiane ed europee. Ha inciso per Ecm, Sony, Brilliant e Amadeus.
Del Quartetto Prometeo la critica ha scritto: “Si è esibito in una performance memorabile suscitando l’approvazione entusiastica dei numerosissimi presenti”, “ha dimostrato la sua grandezza, ma anche l’adamantina coerenza del proprio pensiero”. I suoi concerti si impongono per la tenuta interpretativa e intellettuale e per la capacità di stabilire una forte comunicazione con il pubblico non solo nel repertorio tradizionale ma anche nella musica contemporanea, come accadrà anche in questo concerto che spazia attraverso tre secoli dall’Ottocento fino ai nostri giorni.
Di Franz Schubert si ascolterà il Quartetto n. 15 in sol maggiore op. 161 D 887, l’ultimo da lui composto, a trent’anni d’età, quando gli restava solo un anno da vivere: è dunque un capolavoro giovanile e allo stesso tempo una delle sue opere estreme, che unisce uno slancio febbrile e drammatico alla complessa elaborazione e all’ampia architettura, indubbiamente uno dei capolavori assoluti del romanticismo in musica.
Ci si sposta in avanti di quasi cent’anni con il Quartetto op. 3 di Alban Berg, di cui abbiamo una auto-recensione del compositore stesso in una lettera alla moglie: “Ho goduto dell’armonia e della dolcezza solenne e dell’estasi di questa musica. Non puoi fartene un’idea. I cosiddetti passaggi più tumultuosi e più arditi erano una pura armonia, in senso classico. Alla fine un applauso generale, addirittura frenetico. È stato un successo enorme”.
Ancora un salto di più di cent’anni e arriviamo ai nostri giorni con la prima esecuzione assoluta di Scènes d’Hérodiade di Matteo D’Amico, uno degli autori più autorevoli, raffinati e sensibili dell’attuale panorama musicale. Come egli stesso ha scritto, con quest’opera ha voluto dare “voce musicale ad una fra le più enigmatiche e complesse opere di Mallarmé, quella Hérodiade che non è mai stata portata a compimento dal poeta, che per quasi tutta la sua vita ne ha inseguito, senza riuscirci, la forma definitiva. Anche in questa veste incompiuta, quest’opera si presenta in tutta la sua pienezza e la sua forza”.

Il Quartetto Prometeo è formato da Giulio Rovighi e Aldo Campagnari (violini), Danusha Waskiewicz (viola) e Francesco Dillon (violoncello).