iuc

Organizzando – Elisabetta Ferri

Data / Ora
mercoledì 09/06/2021 ore 21:00
Luogo
Chiesa Evangelica Luterana

Elisabetta Ferri

 

Elisabetta Ferri clavicembalo

Programma
Händel Suite in mi maggiore HWV 430
D. Scarlatti Sonata K 513 in Do Maggiore
D. Scarlatti Sonata K 208 in La Maggiore
D. Scarlatti Sonata K 49 in Do Maggiore
Bach Partita n. 4 in re maggiore, BWV 828
Bach Concerto in re maggiore BWV 972 (trascrizione del Concerto in re maggiore op. 3 n. 9 (RV 230) per violino, archi e basso continuo di Antonio Vivaldi)

 Visualizza il programma di sala

Ingresso libero previa prenotazione obbligatoria

Il programma vuole rendere omaggio al fortunato 1685, anno in cui nacquero tre fra i più gloriosi nomi del Settecento: Georg Friederich Haendel, Johann Sebastian Bach e Domenico Scarlatti.
Haendel ha dedicato al clavicembalo numerosi lavori: suites, fughe, fantasie, preludi, ciaccone, ouvertures, minuetti, che ebbero un immediato successo presso il pubblico del suo tempo, ma che furono poi messe in ombra dalle sue stesse opere, oratori e concerti grossi. La Suite n 5 in Mi Maggiore HWV 430 fa parte del ciclo delle “Otto Grandi Suites per clavicembalo”, scritte nel 1720, nelle quali Haendel dimostra una libertà e un’originalità di soluzioni formali, fondendo insieme lo stile francese e quello italiano.
Domenico Scarlatti ha composto numerose opere e musica sacra, ma le sue composizioni più famose sono le 555 Sonate per clavicembalo.
Le tre in programma sono la Sonata in Do Maggiore K 513, nella quale troviamo una rievocazione nostalgica delle melodie natalizie dell’Italia meridionale e dei suonatori ambulanti di ciaramelle e zampogne. Segue la Sonata in La Maggiore K 208, che ricorda un’aria vocale, molto lirica e serena, caratterizzata da una linea melodica molto dolce su di un basso regolare. Ultima delle tre, la Sonata in Do maggiore K 49, virtuosistica e brillante, con una scrittura ricca di scale, arpeggi e incroci delle mani.
Le Sei Partite (BWV 825-30) di Bach, pubblicate a partire dal 1726, risalgono al periodo di Lispia, ripubblicate poi nel 1731, sotto il titolo di Clavier Ubung. In esse si mescolano diversi generi musicali, inseriti nella forma della “Suite”. Nelle Partite, accanto alle quattro danze tipiche della Suite (Allemande, Courante, Sarabande, Gigue), così come si era venuta articolando tra 600 e 700, anche ad opera dello stesso Bach, si vengono a collocare altri pezzi che rendono lo stile più vario. La IV Partita in Re Maggiore BWV 828, infatti si apre con una Ouverture, segue un’Allemande di ampia cantabilità, e dopo una brillante Courante, compare un’Aria italiana di gusto galante, che introduce la Sarabande. Chiudono la composizione un breve e raffinato Menuet, e una maestosa Gigue finale.
Infine il Concerto il Re Maggiore BWV 972, il primo di una serie di concerti trascritti per tastiera da Johann Sebastian Bach fra il 1713 e il 1717. Lo studio approfondito del concerto italiano e della sua caratteristica alternanza Tutti/Solo non poteva evitare di misurarsi con il suo principale esponente, Antonio Vivaldi, di cui Bach trascrisse 10 concerti. Questo in particolare è una trascrizione del concerto per violino, archi e basso continuo in Re Maggiore n 9 RV 230, tratto dalla raccolta “L’Estro Armonico” e pubblicato ad Amsterdam nel 1711.

Elisabetta Ferri è clavicembalista e fortepianista. Si dedica in particolare alla musica del ‘600 e ‘700 e tiene regolarmente concerti come solista e in diversi ensemble di musica antica in Italia e all’estero, in Germania, Inghilterra, Polonia, Svizzera e a Malta. Ha ottenuto riconoscimenti in diversi concorsi di clavicembalo, e nel 2011, ha vinto il 1° premio al Concorso Europeo “P. Bernardi” di Bologna. In diverse occasioni ha avuto la possibilità di esibirsi su strumenti originali, come: il clavicembalo G.B.Giusti del 1679 e il clavicembalo G.M. Goccini del 1721 (Collezione Tagliavini di San Colombano), la spinetta Ruckers del 1604, e un fortepiano J. Schantz del 1797 (Collezione di Giuseppe Accardi). Fa parte dell’Ensemble Giardino di Delizie. Come fortepianista, nel 2014, si è esibita al Festival dei Due Mondi di Spoleto.