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Francobollo celebrativo 75° anno della IUC

Data / Ora
venerdì 20/11/2020 ore 11:30
Luogo
Sala Multimediale Aula Magna - Rettorato
Ciclo No Categorie

Venerdì 20 Novembre, alle ore 11:30,  presso ll’Aula multimediale della Sapienza Università di Roma, si terrà la cerimonia in videoconferenza in occasione dell’emissione del francobollo celebrativo per il 75° anniversario dell’Istituzione Universitaria dei Concerti.

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La cerimonia prevede un’introduzione del moderatore, il prof. Franco Piperno, che darà la parola al Magnifico Rettore Eugenio Gaudio, ospite dell’evento, e quindi a Rinaldo Gentile, Presidente IUC, poi sarà la volta di Poste Italiane per degli interventi squisitamente filatelici e del Mise – Ministero dello Sviluppo Economico – che illustrerà le motivazioni per questo prestigioso riconoscimento. Seguiranno l’apposizione di un bollo figurativo del primo giorno di emissione e la proiezione in prima assoluta di In Ascolto, docufilm di Benedetto Sanfilippo sulla storia dell’Istituzione, prodotto da IUC in collaborazione con il LABS – Laboratorio Audiovisivo per lo Spettacolo – della Sapienza Università di Roma. Ospiti della cerimonia i rappresentanti del Ministero dello Sviluppo Economico e di Poste Italiane.

L’evento, organizzato insieme al Centro Sapienza CREA della Sapienza Università di Roma, sarà moderato dal prof. Franco Piperno, direttore del Crea e delegato del Rettore per le iniziative artistiche e culturali.

La diretta streaming verrà trasmessa sui canali youtube della Sapienza.

Il docufilm In Ascolto è stato realizzato con immagini di repertorio, interviste ad abbonati storici, critici, addetti ai lavori, artisti, ed estratti di esecuzioni dal vivo di grandissimi musicisti, protagonisti nel corso dei decenni della storia dell’istituzione: da Uto Ughi a Paolo Fresu, da Dave Brubeck a Jan Lundgren e Richard Galliano, da Bruno Canino a Steve Reich, da Giuliano Carmignola a Herbert Schuch, a Francesca Dego e all’Orchestra Giovanile di Roma.

La musica è una rivelazione che non cessa mai di essere tale, e quindi è un arricchimento che ha avuto un inizio ma che è difficile pensare che possa avere una fine (Anna Natalia, abbonata IUC).

Attraverso le testimonianze delle personalità che l’hanno animata e frequentata nel corso degli ultimi decenni, Antonio Ballista e Bruno Canino, Franco Piperno e Nicola Sani, i critici Luigi Bellingardi e Alfredo Gasponi, l’ex direttore artistico Piero Rattalino, si risale la linea della storia: un gruppo di studenti la fondò nel 1945 quando la città universitaria era circondata da macerie e due di questi, i futuri coniugi Oreste e Lina Fortuna, ne presero presto le redini per renderla una delle realtà più vivaci dello scenario concertistico nazionale.

La IUC, già a partire dal 1954, aveva iniziato a proporre i migliori ensemble jazz internazionali, in un’epoca in cui la musica “popolare” non era considerata dal concertismo tradizionale. A metà degli anni ’90, in un’intervista, la stessa Lina Fortuna dice: Noi cerchiamo di dare al pubblico quello che noi vorremmo ascoltare, quindi il classico, il nuovo – soprattutto per i giovani – il già ascoltato, quello che non abbiamo ascoltato mai.

Questo spirito di rottura e le difficoltà che ne derivano vengono ricostruite anche con l’ausilio di alcuni documenti dell’archivio dell’Istituzione, lettere private, manifesti, programmi che restituiscono l’attività poliedrica della IUC, che inoltre riuscì a rendere accessibili ai giovani i concerti e organizzando stagioni parallele gratuite nelle biblioteche e nelle scuole della città. Non a caso proprio la scuola è stata ed è tutt’ora uno dei punti focali della sua azione: nel 1977, un anno prima che la musica entrasse nel curricolo della scuola media inferiore, Oreste Fortuna diede vita ad un ciclo di concerti gratuiti portando nei locali scolastici gli stessi artisti del cartellone, con la speranza che quello fosse un, sia pur modesto, contributo alla formazione del pubblico di domani.

Il documentario segue un’intera stagione concertistica, quella 2019-2020, trovando immutata l’attitudine dei suoi fondatori: la predilezione per i grandi nomi del concertismo, per il jazz, per le star nascenti, per le giovani promesse.

Il senso di questa attività che si rinnova ogni anno dal 1945 è forse nelle parole della sua abbonata più anziana e fedele, Nicoletta Mimmo Gambino, che ogni sabato, dal 1954, si reca al concerto: La IUC ha lasciato un’eredità di cui forse noi non ci siamo resi conto subito. Ed è sempre un’eredità positiva, basta un ricordo, basta un flash, che noi torniamo a 50 anni di distanza, convinti e contenti della vita che abbiamo vissuto.

Benedetto Sanfilippo

(dalle Note di regia)

Per inviare le tue impressioni sul docufilm scrivi a segreteria@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it