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Dego – Owen – Perrotta

Data / Ora
martedì/26/02/2019 ore 20:30
Luogo
Aula Magna Sapienza
Ciclo

Francesca Dego violino
Martin Owen corno
Maria Perrotta pianoforte

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Mozart
Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304
Ligeti Trio per violino, corno e pianoforte “Omaggio a Brahms”
Messiaen Appel Interstellaire per corno solo (da Oes canyons aux étoiles)
Brahms Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40

Un percorso d’ascolto ricercato e suggestivo proposto dal trio formato dal violino di Francesca Dego, il corno di Martin Owen e il pianoforte di Maria Perrotta.

Questi tre solisti, apprezzati all’unanimità dalla critica internazionale, si sono riuniti non solo per le affinità elettive che hanno scoperto tra loro ma anche per il piacere di suonare e far ascoltare il Trio in mi bemolle maggiore per corno, violino e pianoforte op. 40 di Johannes Brahms, un capolavoro della musica da camera del romanticismo, che è raramente seguito per la difficoltà di mettere insieme quest’insolito organico strumentale. In questo ampio brano il violino e il pianoforte trovano un insolito complemento nel corno, strumento molto amato dal compositore, che s’inserisce con il suo timbro suggestivo, che sa di romantici boschi e di antiche leggende. Non è forse un caso che l’ispirazione arrivò a Brahms durante una passeggiata nei boschi della Foresta Nera. Articolato in quattro movimenti, questo Trio alterna momenti sereni, nostalgici e talvolta anche cupi.

Prima di Brahms viene eseguito un altro raro Trio per gli stessi strumenti, scritto nel 1982 proprio come omaggio a Brahms dall’ungherese György Ligeti, uno dei maggiori compositori della seconda metà del ventesimo secolo. Questo Trio ha segnato uno spartiacque nella sua produzione, aprendo al suo stile una terza via, che andava oltre il moderno e il postmoderno: sonorità libere e ritmi asimmetrici conferiscono a questa composizione un fascino quasi selvaggio.

Completano il programma due composizioni in cui i tre componenti del trio si esibiscono separatamente. Francesca Dego e Maria Perrotta eseguiranno la Sonata in mi minore per violino e pianoforte K 304 di Wolfgang Amadeus Mozart, scritta e pubblicata durante il suo soggiorno a Parigi del 1778: è in soli due movimenti, il primo “è una continua lotta tra stanca rassegnazione e incontenibile ribellione”, come ha scritto Hermann Abert, uno dei massimi studiosi di Mozart. Il secondo movimento è un Minuetto, che ha accenti introversi e anche drammatici, inconsueti in questa galante danze settecentesca.

Martin Owen suona un assolo per corno del francese Oliver Messiaen: Appel interstellaire (letteralmente “chiamata interstellare”), sesto movimento dell’ampia composizione orchestrale Des canyons aux étoiles, commissionata all’autore per celebrare il bicentenario della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America. Messiaen scrisse questo brano anche come omaggio al compositore Jean-Pierre Guèzec, un suo allievo morto prematuramente.

A nemmeno trent’anni d’età la violinista Francesca Dego si è affermata in tutto il mondo per la bellezza del timbro, le interpretazioni avvincenti, la tecnica impeccabile. Artista Deutsche Grammophon dal 2012, ha fatto il suo debutto discografico con i 24 Capricci di Paganini e in seguito si è dedicata all’incisione completa delle Sonate per violino e pianoforte di Beethoven. Nell’autunno 2017 è uscito un altro suo disco con Concerti di Paganini e Wolf-Ferrari.

L’inglese Martin Owen è considerato uno dei maggiori cornisti di oggi. Si è esibito come solista e musicista da camera in tutto il mondo. Attualmente è primo corno della Bbc Symphony Orchestra di Londra, in precedenza è stato primo corno della Royal Philharmonic Orchestra e dei Berliner Philharmoniker. È anche primo corno dell’ensemble californiano Camerata Pacifica.

Maria Perrotta è applaudita dal pubblico e dalla critica come pianista particolarmente comunicativa e sensibile. Si è affermata in importanti concorsi internazionali e si è presto imposta sulla scena internazionale come interprete bachiana. La sua incisione dal vivo delle Variazioni Goldberg di Bach ottiene 5 stelle delle riviste Amadeus, Musica, e Suonare News e il premio della critica 2012 promosso dalla rivista Musica & dischi.