Sabato 31 gennaio ore 17.30
Evgeni Bozhanov, pianoforte |
Giovane pianista di talento,
Evgeni Bozhanov è il vincitore dell’ultima edizione (2008) del Premio “Alessandro Casagrande”, in occasione del quale si è aggiudicato anche il Premio della critica. Nato a Russe, in Bulgaria, ha studiato inizialmente presso la Scuola speciale di Musica riservata ai bambini prodigio. Si è poi trasferito in Germania, come allievo di Boris Bloch presso la Musikhochschule di Essen, conseguendo numerosi premi in competizioni internazionali ed ottenendo diverse borse di studio da parte di importanti fondazioni. Studia ora presso la Musikhochschule di Düsseldorf con Georg Friedrich Schenck (pianoforte) e Rüdiger Bohm (direzione d’orchestra), mentre continua a perfezionarsi con Dmitri Bashkirov. Avremo modo di apprezzare
le sue doti di interprete attraverso l’esecuzione
di musiche di Chopin, Schubert e Takemitsu,
alcune delle quali sono state presentate proprio
in occasione del prestigioso Concorso
internazionale svoltosi a Terni. Il concerto prevede in apertura il
Rondò à la Mazur op. 5 in Fa maggiore di Fryderyk Chopin,
risalente al 1826, nel quale il compositore, ancora adolescente,
sa cogliere l’essenza più autentica della musica popolare del suo
paese. La Sonata op.58 in Si minore, ultima delle tre sonate per
pianoforte di Chopin, fu invece composta nell’estate 1844, ed è
considerata una delle opere più alte e meno tormentate di tutta la
sua produzione. Dedicata alla contessa di Perthuis, sua allieva, fu
molto apprezzata dai musicisti contemporanei, quali Schumann e
Kalkbrenner (che chiese di insegnarla a suo figlio), ma forse per il
fatto che venne eseguita meno rispetto alla sonata precedente, fu
più criticata dai teorici delle generazioni seguenti: Alfredo Casella,
dodicenne, avrebbe voluto eseguirla in occasione dell’esame per
l’ammissione in conservatorio, ma il suo maestro Louis Diémer gli
consigliò di sostituirla perché “troppo ardita”. Anche la Sonata
D960 in Si bemolle maggiore è l’ultima composizione di tale genere
composta da Franz Schubert (1797-1828), che però ne completò
ben ventuno. Fu composta nel 1828, insieme ad altre due sonate,
circa otto settimane prima della sua morte: il compositore stesso
avrebbe voluto dedicarle a Hummel, ma poiché vennero
pubblicate circa dieci anni dopo la sua morte gli editori preferirono
cambiare la dedica in favore di Robert Schumann. Nel
programma del concerto è inserita anche una composizione del
musicista giapponese Toru Takemitsu (1930-1996), Rain tree
sketch II, composta nel 1992 in memoria di Olivier Messian. Pur
se la provenienza del titolo viene generalmente attribuita alle
brevi storie dell’artista suo compatriota Kenzaburo Oé, che
recano un titolo simile, il compositore stesso, pur confermando
l’affinità poetica con l’opera dello scrittore vincitore del premio
Nobel, raccontava che la prima volta aveva incontrato
l’espressione Rain Tree come marca di una crema da barba
americana.
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