Musica pourparler – Ciampa e Steam Quartet

ciampa-steam quartet

Martedì 27 ottobre 2015 ore 11.00 
Musica pourparler
Gian Marco Ciampa chitarra
Steam Quartet
Tra le corde
La chitarra e gli archi da Vivaldi al Tango

 

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Riprende anche quest’anno “Musica pourparler”, la serie di lezioni-concerto organizzate dalla IUC, che si svolgono la mattina alle 11.00. Sono destinate particolarmente agli studenti, ma hanno sollecitato anche l’attenzione di tutti gli appassionati, esperti o meno che siano. In questi incontri informali gli esecutori parlano di sé stessi, dei loro strumenti e della musica da loro amata.
Il primo di questi incontri vede sul palco dell’Aula Magna il chitarrista Gian Marco Ciampa e lo Steam Quartet, giovani promesse formatesi nelle aule del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma.
Dalle mille sfaccettature e dalla lunga tradizione, non solo popolare ma anche colta, è la protagonista di questo ricco e variegato programma musicale: la chitarra classica, qui accompagnata dalla tradizionale formazione del Quartetto d’archi.
Si apre con il “Concerto in Re maggiore per chitarra e archi” del celebre compositore nostrano Antonio Vivaldi , concerto dai toni vivi e brillanti e di grande virtuosismo per il solista. In quest’opera troviamo tutte le principali caratteristiche vivaldiane: arpeggi, forti contrasti sonori, armonie semplici ma suggestive e grande propulsione ritmica. Famosissimo il secondo movimento, utilizzato anche in note pubblicità televisive, è costituito da una delle più amabili melodie del barocco e si libra su un soffice cuscino di archi. Il finale è un’animata danza molto virtuosistica per la chitarra con un ruolo prominente per l’orchestra.
Il quintetto “Fandango” di Boccherini è forse l’opera più bella e nota di questo compositore e rappresenta appieno l’abilità nel fondere in modo unico elementi di musica popolare a tecniche compositive mature e raffinate. Il Quintetto è pervaso da un clima acceso e impetuoso dal carattere spagnolo e trova il suo culmine nell’ultimo tempo, il famoso Fandango che dà il titolo a tutto il lavoro , in cui Boccherini esprime la sua più felice vena latina. Fondamentale la scelta di inserire la chitarra che tiene il ritmo della danza e arricchisce, con gli effetti tipici della musica popolare spagnola come i rasgueados, il lavoro melodico affidato agli archi, ma è geniale l’inserimento delle “nacchere”, usate nel folclore popolare dalle ballerine, che accompagnano con i loro ritmi la fine del movimento.
Si prosegue lasciando spazio al Quartetto d’archi e a uno dei compositori più geniali di tutti i tempi: Wolfang Amadeus Mozart. Il celebre “Eine klein Nachtmusik” è uno dei brani più famosi composti da Mozart che per tutto il secolo a venire circolerà in Europa come una vera e propria “hit” musicale. In un certo senso lo è ancora oggi, il tema del primo tempo circola perfino come suoneria per i cellulari, cosa che probabilmente avrebbe deliziato l’ironico ed eccentrico compositore.
La seconda parte del concerto dedica due episodi alla chitarra solista.
Il primo brano è del compositore spagnolo post-romantico Francisco Tarrega:“Recuerdos de la Alhambra” rappresenta uno dei più grandi classici per chitarra, un brano dal grande lirismo e caratterizzato dall’utilizzo continuo della tecnica del tremolo, che meglio incarna il carattere della chitarra spagnola.
Il secondo brano è di un altro compositore spagnolo, Isaac Albeniz che pur scrivendo per pianoforte, fu reso celebre al grande pubblico dalle trascrizioni per chitarra delle sue opere. “Asturias” ne è un perfetto esempio dato che ancora oggi è uno dei brani più rappresentativi e suonati nel repertorio chitarristico.
Il Quartetto d’archi si riunisce alla chitarra nel finale del concerto, con i due brani di Manuel De Falla, compositore che ha sempre portato con orgoglio le sue radici culturali nella sua musica. Il primo è la famosissima “Danza rituale del fuoco” , una delle parti più note del balletto “El amor Brujo” (L’amore stregone), storia di incantesimi d’amore in salsa gitana, costruita con schemi ritmici e dinamici ripetitivi e quasi ipnotici evocando passione e magia: celebra il fuoco come vittoria della luce sulle tenebre.
Il secondo è la “Danza spagnola” tratta dall’opera lirica “La vida breve”: grazie alla semplicità e alla bellezza del suo tema popolare, costruito però su una raffinata ed efficace struttura strumentale, questo tema è l’unico di tutta l’opera che ancora viene eseguito in concerto a trascritto per organici di diverso tipo. In tempi recenti questa melodia è stata utilizzata dal compositore Nicola Piovani per costruire il famosissimo tema de “La vita è bella” di Roberto Benigni.
Per concludere il concerto troviamo il brano più conosciuto di Roland Dyens, compositore francese , dal titolo “Tango En Skai“. Tipica danza in stile argentino che però riesce a fondere benissimo gli elementi popolari tipici del Tango e il raffinato gusto dello stile francese moderno. Un brano originariamente scritto per chitarra ma qui presentato in Quintetto in un arrangiamento ideato dal compositore stesso qualche anno dopo il grande successo della versione per chitarra sola.
Un programma che si muove tra tradizione ed innovazione, tra folclore e gusto classico, tra musica solistica e musica da camera, ma soprattutto “tra le corde” : la brillantezza e la poliedricità della chitarra classica, accompagnata dalla presenza e dal calore del Quartetto d’archi.