Spira mirabilis

Data / Ora
21/11/2017 ore 20:30
Luogo
Aula Magna Sapienza
Ciclo

Spira mirabilis

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Brahms Sinfonia n. 1 in do minore op. 68

Il concerto è in partnership con BPER Banca

Spira mirabilis è un progetto nato nel settembre 2007 ad opera di alcuni giovani musicisti già attivi nelle più importanti realtà musicali di tutta Europa. L’esigenza che li accomuna è quella di creare uno spazio in cui poter continuare a studiare e  poterlo fare insieme, in modo da condividere idee e competenze senza essere pressati da scadenze concertistiche. Per ogni incontro (ne vengono organizzati in media sei all’anno, della durata di circa una settimana) viene scelto un solo brano del repertorio sinfonico, da analizzare, interpretare, provare con tutto il tempo necessario ed eventualmente presentare al pubblico, ma il concerto non è l’obiettivo principale delle prove.

È questa la grande differenza tra Spira Mirabilis ed una normale orchestra. Per tale motivo si può affermare che essa non è un’orchestra ma un laboratorio di studio, un’officina in cui al centro del lavoro c’è una ricerca intellettuale ed artistica volta alla crescita dei musicisti che vi prendono parte. I musicisti di Spira mirabilis sanno che la cosa più difficile non è suonare insieme senza direttore, è più difficile pensare insieme, rinunciare ad una propria idea in favore di un’altra che si dimostri più coerente all’interpretazione, creare un’interpretazione univoca di un complesso brano sinfonico. È proprio questo processo il motivo dell’esistenza di Spira mirabilis, , il cui nome deriva dalla figura geometrica studiata per primo da Cartesio e poi da Bernoulli, che è diventata un simbolo di immortalità e rigenerazione.

Potrebbe sembrare un’utopia, ma che i risultati siano reali e concreti lo hanno dimostrato i concerti a Londra, Parigi, Berlino, Istanbul e lo dimostrerà ora la loro interpretazione della Sinfonia n. 1 di Johannes Brahms, uno dei capolavori del sinfonismo romantico, opera estremamente complessa, la cui esecuzione richiede di penetrare la sua struttura, i suo valori espressivi, il pensiero estetico che ne è alla base. Fu considerata l’erede delle nove Sinfonie di Beethoven (Hans von Bülow la definì la Decima Sinfonia) e quindi si ispira al modello sinfonico classico, ma allo stesso tempo è colma dello spirito romantico, eppure già annuncia il superamento del romanticismo.