Messiaen: Quatuor pour la fin du Temps

Data / Ora
10/02/2018 ore 17:30
Luogo
Aula Magna Sapienza
Ciclo

Messiaen: Quatuor pour la fin du Temps

Pietro de Maria pianoforte
Marco Rizzi violino
Enrico Dindo violoncello
Alessandro Carbonare clarinetto

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Debussy Première Rhapsodie per clarinetto e pianoforte
Debussy Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte
Debussy Sonata n. 3 in sol minore per violino e pianoforte
Messiaen Quatuor pour la fin du Temps

Quattro dei migliori solisti italiani – il pianista Pietro De Maria, il violinista Marco Rizzi, il violoncellista Enrico Dindo e il clarinettista Alessandro Carbonare – si uniscono per formare l’insolito organico richiesto dal Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen, uno dei lavori più rappresentativi della musica del ventesimo secolo, sia per le circostanze in cui fu scritto (il compositore era rinchiuso come prigioniero di guerra nel campo di concentramento di Görlitz) sia per il suo stile musicale, che si colloca al centro degli sviluppi della musica di quel secolo, perché Messiaen è stato il maestro di molti compositori delle avanguardie del dopoguerra, in particolare di Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen. Nel 1941 il Quatuor pour la fin du Temps ebbe la sua prima esecuzione su strumenti di fortuna (il pianoforte aveva alcuni tasti fuori uso, al violoncello mancava una corda) in un gelido capannone del campo di Görlitz, davanti a cinquemila prigionieri. Il titolo, che evoca la fine del tempo, è desunto dall’Apocalisse, a cui il pensiero del compositore, fervente cattolico, andava spesso in quel tragico periodo. Nella prima parte del concerto i quattro strumentisti tributano un omaggio a Debussy nel centenario della morte, eseguendo tre pezzi scritti da Debussy rispettivamente per il clarinetto, per il violoncello e per il violino con l’accompagnamento del pianoforte.