Alexei Volodin, pianoforte

Data / Ora
17/03/2018 ore 17:30
Luogo
Aula Magna Sapienza
Ciclo

Dedications

Alexei Volodin pianoforte

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Schumann/Liszt Widmung
Schumann Kreisleriana (dedicata a Chopin)
Chopin Ballata n. 2 in fa maggiore op. 38 (dedicata a Schumann)
Liszt Sonata in si minore S. 178 (dedicata a Schumann)

Il quarantenne Alexei Volodin è considerato uno dei più completi pianisti di oggi. Le sue doti sono quelle tipiche della grande scuola russa, che ha prodotto tanti dei più grandi virtuosi degli ultimi centocinquant’anni: ferrea disciplina, tecnica straordinaria, interpretazione intensa e vissuta con tutta l’anima. A questo aggiunge una sua personale qualità: la delicatezza e raffinatezza di tocco, che convive con la forza del suono ereditata dalla tradizione russa.

Volodin ha suonato con le maggiori orchestre e con i direttori più famosi (Lorin Maazel, Riccardo Chailly, Valery Gergiev e Myung Whun Chung, tra gli altri) e i suoi recital sono stati ospitati dalle sale da concerto e dai festival più prestigiosi. Il suo repertorio è straordinariamente vario e spazia da Beethoven a Gershwin, ma i suoi compositori d’elezione sono i grandi romantici, che sono al centro anche del suo concerto romano, imbastito sulle dediche che si scambiarono tre degli alfieri del romanticismo musicale, Chopin, Schumann e Liszt. Sebbene fossero molto diversi come uomini e come artisti, tutti e tre hanno affidato al pianoforte le loro creazioni più alte e ognuno di loro ammirava infinitamente gli altri due.

Il primo brano in programma è Widmung, che significa appunto dedica e dà il titolo al concerto: è un breve Lied per voce e pianoforte di Robert Schumann, che apre una raccolta da lui dedicata all’amata Clara come regalo di nozze. Sarà ora eseguito nella trascrizione per solo pianoforte di Franz Liszt, a ulteriore dimostrazione degli stretti rapporti e della reciproca ammirazione tra questi musicisti. A seguire ancora Schumann con Kreisleriana, ispirata a un romanzo di ET.A. Hoffman, scrittore da lui amatissimo e dedicata a Frédéric Chopin, che rispose dedicando a Schumann la propria Ballata n. 2. In conclusione la monumentale Sonata in si minore di Liszt, una pietra miliare della musica dell’Ottocento, dedicata a Schumann, che a sua volta gli aveva dedicato la sua Fantasia.